Le principali tipologie di ambienti presenti nel Bacino di Bando sono la valle, il canneto, il prato umido e le sommità arginaliLa valle è caratterizzata da piante liberamente fluttuanti quali la Lenticchia d'acqua, talora talmente fitta da poter sostenere il peso delle comuni rane verdi e da altre piante acquatiche quali la Castagna d'acqua e la Genziana d'acqua. Queste, un tempo molto diffuse, oggi risultano più rarefatte a causa del disturbo della Nutria.
Il canneto è l'ambiente più diffuso nel Bacino di Bando. Le specie più frequenti sono la Cannuccia di palude e la Tifa o Mazzasorda. Il canneto svolge un ruolo di primo piano come rifugio e sito di nidificazione per numerosi uccelli. Le piante inoltre consolidano il terreno fangoso favorendo la sedimentazione e quindi il progressivo interrimento delle valli.

Il prato umido si sviluppa ai margini dell'area umida vera e propria. Solitamente allagato, in primavera, si caratterizza per la presenza di fitti crespi di larici e di numerosi esemplari di Giaggiolo acquatico. La profondità delle acque, che in genere non superano i 20 cm, presenta una decisa variabilità stagionale. Nei mesi più caldi l'acqua diminuisce fino a scomparire, permettendo la crescita di altre piante, quali la Salcerella la Farfara e la Consolida maggiore.

Sulle sommità arginali che circondano il bacino massiccia è la presenza del Cardo mariano e dell'Ortica e di alcune ombrellifere tra cui anche la Cicuta.

All'interno dell'Oasi, gli ambienti propriamente terrestri hanno un'estensione molto limitata ma non per questo sono da considerarsi marginali in termini di varietà di specie che li popolano.

La vasca centrale del Bacino di Bando è circondata da un percorso perimetrale che offre scorci di forte suggestione. Abbondante è la presenza della Tamerice, che per un lungo tratto, in alternanza ad esemplari di Pioppo bianco, di Salice Bianco e di Farnia, fornisce una schermatura naturale di particolare importanza per la protezione della fauna acquatica. La loro presenza favorisce, inoltre, il consolidamento degli argini del sentiero, facilmente erodibili dalle acque.

Rilevante è pure la presenza di Sambuco, Rovo, Biancospino, Ligustro e Fusaggine, nonché di Frassino minore e di Acero campestre.
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Pubblicato nell'ottobre del 2016
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